Conformisti

FRANCESCO PAOLO CAZZORLA ( Zu Fra )

zu fra imageDisincantato dall’ordinario cerco spesso l’incantamento nei luoghi, luoghi disparati e possibilmente nascosti; a dire il vero, anche i non-luoghi mi hanno sempre affascinato, come quelli teorizzati audacemente dal buon vecchio Marc Augé. Dicevo dei luoghi… Questi potranno evidentemente essere reali o immaginari, e quando mi capita di scorgerli, anche dalla più remota lontananza, mi ci butto a capofitto, inzuppandomi a più non posso. “La fantasia è un posto dove ci piove dentro”, scriveva Italo Calvino poco prima di lasciare questo mondo, e quando è partito, nello stesso anno, sono arrivato io. Come si sarà certamente capito le presentazioni non sono proprio il mio forte, ecco perché cerco sempre – e con un sorriso di circostanza – di divagare con la dovuta moderazione, anche forse in maniera insensata. Questo mi permette, solitamente, di svelarmi per quello che realmente sono, e di arricchirmi di spunti inediti e anche un po’ fuorvianti, perché no. Per me, infatti, l’immaginazione associata alle parole (e la commistione a spirale tra realtà e immaginazione che si avviluppa incessantemente di conseguenza) significa molto: è un luogo dove puoi inventare, e quando trovi gente che vuole inventare scoprendo appassionatamente con te, puoi anche gettare la chiave corrispondente, perché quel luogo è potenzialmente infinito. Quando mi leggono mi definiscono un poeta maledetto (chissà perché, me lo sono sempre chiesto giacché la poesia non mi interessa – almeno per ora). Quando scrivo lettere agli amici quest’ultimi trovano in me le delicatezze e le attenzioni di uno scrittore (anche qui c’è seriamente da dubitarne). Sono semplicemente un sociologo (e che figura sarà mai? Si sente ripetere spesso) e mi piacciono le letture piuttosto interessate (anche il giornale da barbiere non lo disdegno, anzi). Ho una vocazione voraginosa per la letteratura e ne faccio un hobby personale: sostanzialmente perché “la letteratura si occupa di cosa voglia dire essere un cazzo di essere umano” (DFW), ecco perché. In ultimo, entrato a pieno titolo a far parte dei “Conformisti” mi aggrego all’effervescenza consapevole, augurando a tutti voi una burrascosa, quanto arricchente, buona lettura.

FEDERICO STOPPA

fedefoto 1Tra i Conformisti che animano questo blog, sono il più conformista di tutti. Non fumo, vesto spesso di grigio e di scuro, mi piace giocare a calcio, ascolto Jovanotti e mi fa ridere Checco Zalone. Ho però una malattia, temo inguaribile:  la bulimia di libri. Credo nelle capacità miracolose della parola scritta e cantata.  Altro vizio: leggo anche – e questo è imperdonabile – saggi d’economia e di finanza,  e trovo deprimente che queste materie siano oggi considerate proprietà privata di tecnici e specialisti. L’economia è sorella della filosofia e della politica, mentre è solo cugina di secondo grado della matematica. Si dovrebbe occupare più di faccende umane che di modelli astrusi fondati sul nulla. Non a caso, il patriarca della categoria era uno che di mestiere faceva il professore di filosofia, e scriveva trattati sui sentimenti umani…d’accordo, faccio basta. Direi solo, a mo’ di conclusione, che il mio peggior difetto è che amo tutto ciò che è disinteressato e inutile, come la poesia e la musica. Di più: penso che l’”inutilità” sia oggi sovversiva e che ci salverà da questo mondo sempre a caccia di cose che rendono.  Per questo scrivo in questo pazzo pazzo blog.

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