Perché la working class vota Trump

Un personaggio come Donald Trump suscita indignazione e sgomento in tutte le persone perbene. Vanno tuttavia comprese le ragioni del suo successo. Che non riguardano, se non marginalmente, la sua squallida retorica anti-immigrazione, sulla quale insistono molto i media; ma hanno a che fare principalmente con l’economia.  Trump – distaccandosi dal liberismo estremo che connota […]

Per un nuovo intervento straordinario al Sud (oltre il fallimento di Europa e Regioni)

L’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez) combatte da anni una generosa e solitaria battaglia sul Sud Italia, picconando, uno dopo l’altro, i luoghi comuni che si sono sedimentati negli anni circa la sua dinamica economica. Il più duro a morire – e che condiziona ancora oggi il discorso sulle strategie di sviluppo del […]

Le ragioni del TTIP e la questione sociale dimenticata

Leggo su Il Sole 24 ore che la metà degli italiani non ha mai sentito parlare di TTIP, il trattato sul commercio e gli investimenti che Stati Uniti e Unione Europea stanno negoziando in questi mesi. Una buona parte (il 35%) è contraria. La colpa non è della proverbiale ignoranza degli italiani, ma dei giornali, […]

Il cuore di tenebra del modello tedesco

Secondo Massimo d’Angelillo (La Germania e la crisi europea, Ombre Corte, 2016), la leadership politico economica che la Germania ha assunto de facto all’interno dell’Unione Europea è frutto di una strategia di lungo periodo, che origina negli anni Settanta, quando il collasso del sistema valutario a cambi fissi di Bretton Woods e la crisi petrolifera […]

Non solo trivelle: la vera posta in gioco del Referendum del 17 aprile

Il referendum sulle trivellazioni petrolifere del 17 aprile prossimo è un referendum insolitamente pieno, oltre che di contenuti sostanziali immediati, anche di ricadute di più ampio respiro. Il suo sviluppo ci restituisce una rappresentazione sintetica del quadro sociale e politico in cui si inserisce, decisamente moderno e completamente diverso rispetto a solo qualche anno fa. Per […]

Condizionalità senza solidarietà. La trappola dei fondi europei

Tra gli argomenti più usati (e abusati) dalla grande stampa italiana nella sua crociata quotidiana contro la Casta politica, c’è sicuramente quello della mancata spesa dei fondi comunitari, specie nel Meridione. Un generoso dono di Bruxelles agli italiani, che però quest’ultimi, per corruzione e incapacità congenite, non sarebbero in grado di impiegare per promuovere quella […]

Perché (r)esiste il modello di sviluppo italiano

Da sempre, in Italia, si dibatte su quale modello di sviluppo si adatti meglio alla nostra economia. Paradigmatico, in questo senso, è il confronto che si ebbe, nel 1947, durante le audizioni della Commissione economica della Costituente, tra Vittorio Valletta, storico amministratore delegato della Fiat, e l’ingegner Pasquale Gallo, commissario dell’Alfa Romeo, allora di proprietà del […]

Incertezza e instabilità: la Teoria Generale di Keynes 80 anni dopo

Riprendere in mano un libro di teoria economica scritto ottant’anni fa; studiarlo a fondo, cercando chiavi interpretative per il capitalismo contemporaneo, e strumenti operativi in grado di emendarne i suoi peggiori difetti, che, allora come oggi, rimangono la disoccupazione di massa e la distribuzione iniqua e arbitraria di reddito e ricchezza. Scoprire l’attualità, la freschezza di […]

Mondo marcio

Deprivazione economica. Crisi del pensiero connessa alla vera emergenza, quella educativa. Indebolimento di tutti i legami sociali, in particolare quelli che collegano gli individui alla collettività. Spazi collettivi privatizzati. Lo spazio pubblico ha subito un processo di violenta erosione: quel luogo aperto a tutti, in cui si sviluppavano relazioni sociali tra cittadini formalmente uguali, è […]

Quei falsi miti sulla bassa produttività italiana

Una Nota diffusa dal Centro studi di Confindustria (CsC) denuncia che i salari reali italiani sono cresciuti, dal 2000 fino al 2014, più della produttività del lavoro (28% contro un misero 10,9%), con l’ovvia conseguenza di spostare quote di reddito a favore della componente lavoro (che include i contributi sociali) e a scapito dei profitti, con effetti […]