Il rifugio del silenzio

Credit: Alessandro Gottardo

 

Una pizza non vale il rischio
la comodità è meglio fabbricarla
coi propri gesti,
gli stessi che fanno il collettivo,
debellato per l’individualismo
dalle agende politiche,
ora in affanno.
Si fa fatica a respirare
dietro una mascherina improvvisata,
forse il respiro viene a mancare
per la suggestione della solitudine
nella zona rossa.
Meglio fare in fretta allora,
correre disinfettare tenere le distanze
per rifugiarci nella lentezza,
lo scrigno della noia.
Quanto mi manca il tempo perso
nel deserto di Chihuahua,
il pensiero che fluttua
un libro da decifrare
la macchina rivolta a schermo
verso il sole che scompare,
dietro le montagne mie amiche
in una incandescenza violacea
maculata di stelle.
La mente se ne va a zonzo
e mentre l’essenziale viene a galla
l’inquinamento che aleggia
sulla pianura
comincia a dileguarsi.
Forse in una nuova normalità
nulla sarà più come prima,
come negli scenari grigi e inceneriti
de La strada, di Cormac McCarthy…
Solo la Coca-Cola
che è rossa
non morirà mai.
Il rifugio è il silenzio
e il silenzio
senza informazione
l’antidoto.
I dispositivi parcheggiati
da qualche parte
servono solo a ricordarci
che abbiamo bisogno di cose
che i social network
non possono darci.

Francesco Paolo Cazzorla ( Zu Fra )

2 pensieri su “Il rifugio del silenzio

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